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“Goodbye Montaguto”, ecco il primo ‘paper novel’ al mondo. Da Montaguto a Toronto, un thriller che arriva oltreoceano

Un’antica maledizione. Un’oscura presenza. Un paese in ostaggio.

Steve Caruso, giornalista italo-canadese di base a Toronto, viene inviato dal suo giornale a Montaguto, piccolo paese del Sud Italia dov’è appena scomparso un bambino di otto anni. Nel 1995 scomparve un altro ragazzino, Luigi Altieri, e non fu mai più ritrovato. Gli abitanti temono di rivivere lo stesso incubo ma, per fortuna, Andrea viene ritrovato in poco tempo e senza conseguenze nel suggestivo e bosco delle croci.

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Pochi giorni dopo, però, scompaiono due trentenni, e di loro non ci sono tracce. Incalzato dal direttore del Toronto Herald, Steve ingaggia una sua indagine personale, accompagnato da Alberto Cataldi, giornalista e amico dei due. I pochi indizi conducono verso la “Cappella Maestri”, un’antica tomba di famiglia dov’è custodito un inquietante quadro che raffigura un ingegnere morto misteriosamente a Toronto. Mentre Steve e Alberto si affannano nella ricerca dei due, aiutato da un gruppo di montagutesi in America, una frana mastodontica continua la sua inesorabile discesa verso il binario ferroviario, riportando a galla una lugubre storia morta e sepolta da quattro secoli. In una corsa contro il tempo per salvare Roberto e Giovanni, viaggiando tra sogno e realtà, tra passato e presente, Alberto e Steve diventeranno testimoni di una verità terribile e spaventosa, tenuta nascosta per tanto, troppo tempo sotto la nuda terra. Una terra che ingoia tutto ciò che trova sul suo cammino.

Con “Goodbye Montaguto” nasce il primo Paper novel al mondo, un romanzo che presenta un ritaglio di giornale per ogni capitolo, pagine di giornale realizzate ad hoc, utili a creare una sorta di avvincente doppio filo tra realtà e finzione. Il romanzo ha come protagonista la frana di Montaguto, il cosiddetto “mostro di terra” che dal 2005 al 2010 ha tenuto in scacco il paese e la SS90 delle Puglie, fino alla chiusura della tratta ferroviaria Roma-Lecce.

Ci sono poi gli elementi di finzione, come la scomparsa dei ragazzi, mai avvenuta. Sono tanti anche i riferimenti al dialetto montagutese e alla comunità di paesani che vivono all’estero e mantengono un forte legame con il proprio luogo natio e con le proprie radici. Montaguto è la culla d’infanzia di tantissimi paesani sparsi per il mondo. Da Toronto a da New York, da Youngstown a Buenos Aires, la comunità montagutese all’estero è molto vasta. “Goodbye Montaguto” è una dedica a tutti loro.

Perché, come rivela la tag-line del romanzo: “Puoi provare a lasciare il paese ma è il paese che non ti lascerà mai”.